| Misure urgenti contro la crisi |
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| giovedì 17 dicembre 2009 | |
Gli investimenti sono calati del 20% in tre anni, la produzione industriale del 30% nell`ultimo biennio e l`occupazione ha visto un calo di 100.000 operai in un anno, che rischiano di diventare 250.000 senza interventi significativi. Questi i dati critici presentati dal Presidente di Federcostruzioni, Paolo Buzzetti, in occasione di un incontro con la stampa tenuto dalla Federazione all`inizio del mese, per presentare e analizzare le proposte da avanzare al Governo con l`obiettivo di contrastare la gravissima crisi che sta colpendo il settore delle costruzioni.
Atecap ha denunciato in piu` occasioni la gravissima recessione in atto nel mercato del calcestruzzo preconfezionato. Tra i mezzi utilizzati per dare risalto a tale situazione rientra anche l`attivazione delle federazioni di cui l`associazione fa parte.
``Una crisi devastante - ha sottolineato Buzzetti. L`industria italiana delle costruzioni e` in ginocchio. Tutti i suoi comparti produttivi, hanno visto ridursi drasticamente attivita`, fatturati e di conseguenza l`occupazione``. Si tratta di una recessione che sta colpendo con una violenza sconosciuta le industrie produttrici delle costruzioni, e che andrebbe contrastata con impegno, efficienza e rapidita`, tutte cose gia` chieste al Governo e alla politica in occasione degli Stati Generali delle Costruzioni del 14 maggio 2009, il primo atto ufficiale della federazione dopo la sua costituzione. ``Invece - ha proseguito il Presidente - a sette mesi dagli Stati Generali, il bilancio della politica appare decisamente deficitario e la crisi continua ad erodere il tessuto imprenditoriale. Oltre 100.000 persone nella nostra filiera hanno gia` perso il lavoro e purtroppo in assenza di provvedimenti urgenti e di forte impatto, le nostre previsioni sono che in un anno questi dati rischiano di raddoppiarsi``. Di fronte a questa situazione il settore lamenta la mancanza di reazioni decise da parte del Governo, che non mette a disposizione aiuti validi sul fronte della fiscalita`, risorse per le opere pubbliche e incentivi significativi, tranne che nel settore dell`automobile. Le principali aspettative che la filiera delle costruzioni ripone nella nuova legge Finanziaria sono: nuovi ammortizzatori sociali (sei mesi di cassa integrazione), pagamento dei debiti della pubblica amministrazione, politiche che valorizzino l`innovazione tecnologica e in particolare la riduzione dei consumi energetici, incentivi alla riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare, allargamento degli incentivi anche al settore dei macchinari e impianti per l`edilizia. La conferenza stampa e` stata anche l`occasione per presentare il programma di lavoro di Federcostruzioni, programma che traguarda questioni anche di lungo periodo e che si articola principalmente in cinque azioni: In dettaglio:
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Gli investimenti sono calati del 20% in tre anni, la produzione industriale del 30% nell`ultimo biennio e l`occupazione ha visto un calo di 100.000 operai in un anno, che rischiano di diventare 250.000 senza interventi significativi. Questi i dati critici presentati dal Presidente di Federcostruzioni, Paolo Buzzetti, in occasione di un incontro con la stampa tenuto dalla Federazione all`inizio del mese, per presentare e analizzare le proposte da avanzare al Governo con l`obiettivo di contrastare la gravissima crisi che sta colpendo il settore delle costruzioni.